giovedì 18 ottobre 2012

Proprio non ci siamo...
L'animata discussione intercorsa prima del vertice europeo che si tiene oggi e domani, fra la Merkel ed Hollande, costituisce una brutta pagina per la visione d'Europa, perchè rischia di mettere in crisi gli sforzi protratti nelle ultime settimane.
Proprio non meno di 10 giorni fa il Governatore della BCE, Draghi, affermava che è «molto importante» che il meccanismo unico di supervisione bancaria Ue entri in vigore come previsto il primo gennaio 2013 per poi permettere alla BCE una piena vigilanza di tutte le banche europee entro gennaio 2014. In aggiunta a questa precisa volontà, 'Ecofin aveva esortato i governi nazionali affinchè diano il via libera entro fine anno per permettere alla Bce di attrezzarsi rapidamente.
Purtroppo accanto a questa visione di unione bancaria, come requisito essenziale verso un'unione economica integrata nelle sue parti, vi è invece una ferrea opposizione da parte dell'establishment tedesco. Sin da subito sia il governo che altre istituzione si erano dichiarate contrarie.
Perchè? Cosa devono nascondere?
Cosa bolle pertanto nelle pentole bancarie tedesche?

Sappiamo tutti quanto che all'indomani dello scoppio della bolla subprime americana, le prime banche che vacillarono furono quelle francesi e tedesche. Soprattutto le landesbanken furono salvate tramite l'iniezione di capitali pubblici. Addirittura una di esse, la WestLB, ha chiuso i battenti lo scorso 29 giugno.... E non era una banca regionale. Un'altra, Commerzbank, è stata salvata dallo Stato in ben due distinte occasioni: ed oggi lo Stato detiene ancora circa il 25% del capitale della banca...
e non solo si sono diverite partecipando all'orgia immobiliare americana, ma anche a quella spagnola, greca, irlandese. E, direi i lcaso, fermiamoci qui.

Ora, però i nodi stanno arrivando al pettine e qesto spiega la loro ostitilità ad una BCE supervisore del sistema bancario. Lasciamo perdere l'hedge fund DB, con attivi pari a circa l'80% del PIL tedesco.... con un leverage degno di Gordon Gekko, per focalizzare la nostra attenzione sul mondo delle Sparkassen, delle banche regionali che sono andate a braccetto con la politica.

Chi può mai escludere che vi siano altri casi come quello della WestLB?
Chi può mai escludere che ad incontrare dei seri problemi possa essere niente poco meno che Deutsche bank?

Ce l'ho con loro? No, semplicemente ono in una posizione particolare...

Leggete l'articolo e badate bene da chi è stato scritto...

Will Germans Pick Up the Tab for Deutsche Bank, Too?

 
buona lettura!!!
 
 


mercoledì 3 ottobre 2012


Una giornata di ordinata ... tranquillità, eppure qualcosa si muove.
Sotto l'odierna calma dei listini si celano movimenti violenti, ma ben mascherati.
Sappiamo che le mani forti si muovono in questi giorni.

Ma chi sono queste mani forti?

Possono essere dei raider pronti a prendere il controllo di imprese italiane? Si parla di un disinvestimento da parte di Finmeccanica della propria controllata Ansaldo Energia: il ministro passera cerca di tranquilizzare e di impedire questo, ma l'esperienza parmalat ci insegna che queste dichiaraziono possono essere fiatus vocis senza l'impegno di una cordata italiana pronta.
E chi potrebbe far parte della cordata italiana tesa a contrastare Siemens, l'indiziato principale, verso la conquista di Ansaldo Energia? Chi (e sono la stragrande maggioranza) è impegnato a difendere la propria azienda, chi corre dietro ai treni, chi invece pensa di mollare tutto. I nomi rimasti sono purtroppo pochi. Ma oltre alla partita Ansaldo Energia che sta infiammando Finmeccanica, vi sono sottobanco altre partite: dal gioco delle Popolari, in quanto l'Antitrust ha espresso parere favorevole verso una maggiore contendibilità societaria, a pezzi pregiati dell'industria/servizi italiani. E qui ci si riferisce ad Enel, alla rete telefonica, alla rete del gas, pezzi pregiati dell'Italia che alle prese con una grave crisi finanziaria sono candidati ad essere venduti al miglior offerente (anche in questo caso estero) per fare cassa.... Che miseria!!!!  Ed alle tante industrie italiane che strozzate dai lacciuoli fiscali, creditizi, burocratici chiudono i battenti o vengono vendute, il più delle volte ad offerenti esteri.

In Europa si campa in attesa del prossimo incontro dei ministri delle finanze, previsto per Lunedì 8 Ottobre e si cerca di capire quando la Spagna chiederà aiuti all'Europa. Nn se, ma quando e questo è il dilemma. Nel frattempo lo spread BTP Bund si è stabilizzato sopra 360 bp, con i rendimenti dei decennali tedeschi ai minimi, di poco inferiore all 1,50% e le altre Nazioni Europee del Club Tripla A, su livelli prossimi ma pur sempre maggiori del Bund tedesco. Nel frattempo proprio fra iPaesi del Club Tripla A, ce n'è uno, che inizia ad essere considerato come ... di dubbia qualità. Ci si riferisce alla Francia, che recentemente ha visto dati macroeconomic davvero desolanti: il Manufacturing Purchasing Managers’ Index (PMI) della Francia crolla a 42.7 in settembre, il dato più basso da aprile 2009, solo la Grecia fa peggio, persino Spagna e Italia sono sopra il dato francese.
La disoccupazione tocca il 10,6% ma quella giovanile il 25%.
L'indice di fiducia delle piccole e medie imprese francesi crolla a 84, era a 129 in aprile e questo è il livello più basso di sempre (lo calcolano dal 1992)..................


 
Aspetti interessanti della seduta odierna sono presenti oltreoceano, con il crollo di HP che è tornataa quota 15 dollari ad azione, come valeva nel 1995 ( cmq, il minimo è datato febbraio 2002 a circa 11 dollari) e con il prezzo del petrolio in forte calo, chiudendo poco sotto gli 88 dollari a barile.

Attenzione, quello che è accaduto a HP potrebbe accadere a molti titoli americani se entriamo finalmente in una recessione non drogata dalla liquidità della Fed o della BCE. Per il momento il mercato è inchiodato in uno stretto trading range ..in attesa di novità sullo stato di salute dell'economia. Attualmente il mercato americano è drogato dalal FED che non vuole che cali, creando un mismatch fra la realtà e la valorizzazione virtuale.
E se per rientrare nella realtà assistessimo ad un flash crash stile maggio 2011 o Ottobre 1987...?


Già l'oro. E' ormai sotto gli occhi di tutti che le banche centrali si focalizzano verso incrementi delle loro riserve di oro e le top player sono proprio le banche dei paesi emergenti, con la Cina che padroneggia in assoluta solitudine.
Di questo fenomeno se ne sono accorti anche i giornalisti de Il SOle 24 Ore che nella versione odierna hanno pubblicato un articolo intero sugli acquisti da parte delle banche centrali.
Ma perchè le banche centrali oggi acquistano oro? Cosa c'è dietro a questa loro azione?
Sicuramente la diversificazione ma poi anche sentimenti misti fra la perdita di valore delle altre valute e la paura  di scenari inflattivi, con l'oro  a fungere da safe heaven.


lunedì 1 ottobre 2012

Giornata di ordinaria ... esuberanza irrazionale.
A parte la pubblicazione dell'indice ISM risultato migliore delle aspettative e sopra quota 50 (espansione), altri dati socio economici sono stati poco promettenti circa le prospettive economiche. Ma questi dati, agli investitori forse oggi non importano. Lasciamo stae che gli investitori oggi si muovono (comprono/vendono) su quello che ci si aspetta fra 9/12 mesi, ma spesso le loro analisi possono essere distorte da elementi non coerenti con lo status economico prossimo. Basta tenere in considerazione la bolla del 2000, quando ci si aspettava che le dot com facessero utili in beve tempo e a livelli stratosferici; ci si è accorti già pochi mesi dopo che invece di utili stratosferici accumulavano perdite ingenti, il loro business era poco redditizio e pertanto privo di valore, o quasi. Delle migiaia di dot com viste, ne sono rimaste forse forse una decina. E poi, basta tenere in considerazione FACEFLOP, aka FACEBOOK, per capire come la realtà possa essere ben diversa da quello che gli investitori, le grandi mani, si aspettano o affermano di aspettarsi; ed il PARCO BUOI compra compra e ricompra per poi trovarsi il lumino spento fra le mani... ed un conto più esiguo.

Questa premessa è propedeutica alla fase attuale. Segnali di crescita reale, non fitizia, figlia di un illusionismo meontario di breve termine, di giochini e di trucchi, non se ne vedono. Anzi, sul nostro monitor si accendono sempre più luci arancioni, per non dire rosse.  E pertanto non si riesce a capire da dove segnali di acquisto così dirompenti, visto che oggi il FTSE Mib ha mostrato incrementi superiori al 2%, possano originarsi, e non dalla chiusura di posizioni di copertura, posizioni short e da un mercato molto asfittico. Sicuramente i lfatto che è iniziato un nuovo trimestre ha fatto si che molti investitori chiuse posizioni lo scorso venerdì od anche quello precedente ( il giorno delle triplice streghe), ieri si siano ricoperti, acquistando titoli, in attesa poi di limare le posizioni massimizzando così i benfici, perchè prima o poi vi sarà un'altra correzzione violenta come quella scorsa che ha portato i listini indietro di un 10% in poco più di una settimana. Già perdita quasi pari al 10%... listini chiuso sui 15000 punti o poco più, fine di un trimestre... il rimbalzo era quasi quasi scontato, un semplice dead cat bounce.

Proprio in merito all'anomalia del comportamento delle borse, c'è una sfasatura incredibile tra economia reale e mercati, le banche centrali stanno alzano la posta e giocando d'azzardo; i mercati continueranno a gonfiarsi e dunque dobbiamo pragmaticamente approfittarne, a meno che non arrivi il classico Cigno Nero a guastare tutto il bel giochino...e ce ne sono tanti in agguato, quando sarà possibile rivivere un crack stile Ottobre 1987.

Su questa lunghezza d'onda si muovono molti, per non dire tutti i princiapli blogger mondiali.
Rosenberg, ad esempio, afferma:
"La FED è riuscita a negoziare un divorzio tra l'economia ed il mercato azionario". "E' veramente un trucco da Houdini di proporzioni epiche...Le Borse USA sono sui massimi di 5 anni anche di fronte ad un peggioramento della disoccupazione, a letture dell'ISM sotto i 50 punti, alle vendite al dettaglio negative nell'elemento "core" e con gli ordini di beni durevoli in caduta insieme alla produzione industriale. Per non menzionare l'outlook negativo di FedEx..."
In ogni caso, afferma Rosenberg, gli sforzi della FED di fare di tutto per spingere i tassi a livelli più bassi possibile rappresentano uno scenario bullish per l'azionario.
Rosenberg si fa un po' di calcoletti&correlazioni ed arriva a concludere che: "....almost 74% of the stock market movement can be explained by the level of the Fed's total assets ALONE since the QE1 announcement."
"Ipotizzando che la FED acquisti il massimo di bond come prospettato nel suo ultimo annuncio del FOMC e che esapanda il suo bilancio di 40mld di $ al mese, questi fattori potrebbero aggiungere 19 punti di S&P500 al mese...".


Sappiamo, però, che alla fine l'oste presenterà il conto e sicuramente questa correzione di denaro ex nihilo nihil fit, dal nulla, pura moneta fiducuiaria, può essere ben più che controproducente. Non mi riferisco a scenari iper inflazionistici, come molti paventano ( forse forse possiamo vivere momenti deflazionistici, stile trappola giapponese o stile anni trenta in quanto questo QE3 non aumenta lo stock di moneta circolante, cerca solamente di muoverla un po' di più) ma a fenomeni sociali ben più che profondi.
Stiamo andando, forse, incontro ad un processo di sudamericanizzazione? L'ottimo Beato trader proprio su questo tema ha lanciato numerosi campanelli d'allarme già diversi mesi fa, se non anni. Oggi è sempre più visibile che forse forse questo è l'esito finale.
Ci stanno sostituendo; tutti quanti, chi più e chi meno, fino a quando un bel giorno si ripartià ma da un livello di benessere inferiore anche a quello attuale, che per molti di noi è già su livelli di quasi non accettabilità.

Lo show, must go on. La FED vuole che gli asset price aumentino per creare un effetto ricchezza benfico per l'economica, un effetto di pura illusione.
From the official transcript:

QUESTION: My question is -- I want to go back to the transmission mechanism, because speaking to people on the sidelines of the Jackson Hole conference, that seemed to be the concern about the remarks that you made, is that they could clearly see the effect on rates and they could see the effect on the stock market, but they couldn't see how that had helped the economy.

So I think there's a fear that over time this has been a policy that's helping Wall Street, but not doing that much for Main Street. So could you describe in some detail, how does it really different -- differ from trickle-down economics, where you just pump money into the banks and hope that they lend?

BERNANKE: Well, we are -- this is a Main Street policy, because what we're about here is trying to get jobs going. We're trying to create more employment. We're trying to meet our maximum employment mandate, so that's the objective. Our tools involve -- I mean, the tools we have involve affecting financial asset prices, and that's -- those are the tools of monetary policy.

There are a number of different channels -- mortgage rates, I mentioned other interest rates, corporate bond rates, but also the prices of various assets, like, for example, the prices of homes. To the extent that home prices begin to rise, consumers will feel wealthier, they'll feel more -- more disposed to spend. If house prices are rising, people may be more willing to buy homes because they think that they'll, you know, make a better return on that purchase. So house prices is one vehicle.

Stock prices -- many people own stocks directly or indirectly. The issue here is whether or not improving asset prices generally will make people more willing to spend.

One of the main concerns that firms have is there's not enough demand. There are not enough people coming and demanding their products. And if people feel that their financial situation is better because their 401(k) looks better or for whatever reason -- their house is worth more -- they're more willing to go out and spend, and that's going to provide the demand that firms need in order to be willing to hire and to invest.





... P, print print and print more and more, to ETERNITY till...






Visto che dobbiamo vivere, cavalchiamo l'onda, con la massima prudenza e diligenza da buon padre di famiglia, sapendo che alcuni temi possono dare laute soddisfazioni.