A parte la pubblicazione dell'indice ISM risultato migliore delle aspettative e sopra quota 50 (espansione), altri dati socio economici sono stati poco promettenti circa le prospettive economiche. Ma questi dati, agli investitori forse oggi non importano. Lasciamo stae che gli investitori oggi si muovono (comprono/vendono) su quello che ci si aspetta fra 9/12 mesi, ma spesso le loro analisi possono essere distorte da elementi non coerenti con lo status economico prossimo. Basta tenere in considerazione la bolla del 2000, quando ci si aspettava che le dot com facessero utili in beve tempo e a livelli stratosferici; ci si è accorti già pochi mesi dopo che invece di utili stratosferici accumulavano perdite ingenti, il loro business era poco redditizio e pertanto privo di valore, o quasi. Delle migiaia di dot com viste, ne sono rimaste forse forse una decina. E poi, basta tenere in considerazione FACEFLOP, aka FACEBOOK, per capire come la realtà possa essere ben diversa da quello che gli investitori, le grandi mani, si aspettano o affermano di aspettarsi; ed il PARCO BUOI compra compra e ricompra per poi trovarsi il lumino spento fra le mani... ed un conto più esiguo.
Questa premessa è propedeutica alla fase attuale. Segnali di crescita reale, non fitizia, figlia di un illusionismo meontario di breve termine, di giochini e di trucchi, non se ne vedono. Anzi, sul nostro monitor si accendono sempre più luci arancioni, per non dire rosse. E pertanto non si riesce a capire da dove segnali di acquisto così dirompenti, visto che oggi il FTSE Mib ha mostrato incrementi superiori al 2%, possano originarsi, e non dalla chiusura di posizioni di copertura, posizioni short e da un mercato molto asfittico. Sicuramente i lfatto che è iniziato un nuovo trimestre ha fatto si che molti investitori chiuse posizioni lo scorso venerdì od anche quello precedente ( il giorno delle triplice streghe), ieri si siano ricoperti, acquistando titoli, in attesa poi di limare le posizioni massimizzando così i benfici, perchè prima o poi vi sarà un'altra correzzione violenta come quella scorsa che ha portato i listini indietro di un 10% in poco più di una settimana. Già perdita quasi pari al 10%... listini chiuso sui 15000 punti o poco più, fine di un trimestre... il rimbalzo era quasi quasi scontato, un semplice dead cat bounce.
Proprio in merito all'anomalia del comportamento delle borse, c'è una sfasatura incredibile tra economia reale e mercati, le banche centrali stanno alzano la posta e giocando d'azzardo; i mercati continueranno a gonfiarsi e dunque dobbiamo pragmaticamente approfittarne, a meno che non arrivi il classico Cigno Nero a guastare tutto il bel giochino...e ce ne sono tanti in agguato, quando sarà possibile rivivere un crack stile Ottobre 1987.
Su questa lunghezza d'onda si muovono molti, per non dire tutti i princiapli blogger mondiali.
Rosenberg, ad esempio, afferma:
"La FED è riuscita a negoziare un divorzio tra l'economia ed il mercato azionario". "E' veramente un trucco da Houdini di proporzioni epiche...Le Borse USA sono sui massimi di 5 anni anche di fronte ad un peggioramento della disoccupazione, a letture dell'ISM sotto i 50 punti, alle vendite al dettaglio negative nell'elemento "core" e con gli ordini di beni durevoli in caduta insieme alla produzione industriale. Per non menzionare l'outlook negativo di FedEx..."
In ogni caso, afferma Rosenberg, gli sforzi della FED di fare di tutto per spingere i tassi a livelli più bassi possibile rappresentano uno scenario bullish per l'azionario.
Rosenberg si fa un po' di calcoletti&correlazioni ed arriva a concludere che: "....almost 74% of the stock market movement can be explained by the level of the Fed's total assets ALONE since the QE1 announcement."
"Ipotizzando che la FED acquisti il massimo di bond come prospettato nel suo ultimo annuncio del FOMC e che esapanda il suo bilancio di 40mld di $ al mese, questi fattori potrebbero aggiungere 19 punti di S&P500 al mese...".
Sappiamo, però, che alla fine l'oste presenterà il conto e sicuramente questa correzione di denaro ex nihilo nihil fit, dal nulla, pura moneta fiducuiaria, può essere ben più che controproducente. Non mi riferisco a scenari iper inflazionistici, come molti paventano ( forse forse possiamo vivere momenti deflazionistici, stile trappola giapponese o stile anni trenta in quanto questo QE3 non aumenta lo stock di moneta circolante, cerca solamente di muoverla un po' di più) ma a fenomeni sociali ben più che profondi.
Stiamo andando, forse, incontro ad un processo di sudamericanizzazione? L'ottimo Beato trader proprio su questo tema ha lanciato numerosi campanelli d'allarme già diversi mesi fa, se non anni. Oggi è sempre più visibile che forse forse questo è l'esito finale.
Ci stanno sostituendo; tutti quanti, chi più e chi meno, fino a quando un bel giorno si ripartià ma da un livello di benessere inferiore anche a quello attuale, che per molti di noi è già su livelli di quasi non accettabilità.
Lo show, must go on. La FED vuole che gli asset price aumentino per creare un effetto ricchezza benfico per l'economica, un effetto di pura illusione.
From the official transcript:
QUESTION: My question is -- I want to go back to the transmission mechanism, because speaking to people on the sidelines of the Jackson Hole conference, that seemed to be the concern about the remarks that you made, is that they could clearly see the effect on rates and they could see the effect on the stock market, but they couldn't see how that had helped the economy.
So I think there's a fear that over time this has been a policy that's helping Wall Street, but not doing that much for Main Street. So could you describe in some detail, how does it really different -- differ from trickle-down economics, where you just pump money into the banks and hope that they lend?
BERNANKE: Well, we are -- this is a Main Street policy, because what we're about here is trying to get jobs going. We're trying to create more employment. We're trying to meet our maximum employment mandate, so that's the objective. Our tools involve -- I mean, the tools we have involve affecting financial asset prices, and that's -- those are the tools of monetary policy.
There are a number of different channels -- mortgage rates, I mentioned other interest rates, corporate bond rates, but also the prices of various assets, like, for example, the prices of homes. To the extent that home prices begin to rise, consumers will feel wealthier, they'll feel more -- more disposed to spend. If house prices are rising, people may be more willing to buy homes because they think that they'll, you know, make a better return on that purchase. So house prices is one vehicle.
Stock prices -- many people own stocks directly or indirectly. The issue here is whether or not improving asset prices generally will make people more willing to spend.
One of the main concerns that firms have is there's not enough demand. There are not enough people coming and demanding their products. And if people feel that their financial situation is better because their 401(k) looks better or for whatever reason -- their house is worth more -- they're more willing to go out and spend, and that's going to provide the demand that firms need in order to be willing to hire and to invest.
... P, print print and print more and more, to ETERNITY till...
Visto che dobbiamo vivere, cavalchiamo l'onda, con la massima prudenza e diligenza da buon padre di famiglia, sapendo che alcuni temi possono dare laute soddisfazioni.
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